Archivio per maggio 2010

Ancora, sulla biografia del Tenente Acciaio

27 maggio 2010

Rassegna stampa di riferimento: link1 e link2.

Anzitutto un GRAZIE a “Tolentino News”, l’unico vero giornale in cui si parla di Tolentino ed in cui i cittadini possono far sentire la propria voce.
Leggendo la replica inferocita del Prof. Calcaterra alla Signora 81enne “partigiana”, che gli aveva rivolto una altrettanto aspra critica, si rimane a dir poco sconcertati!
Da una parte lo studioso, a suo dire, anarchico e non asservito a nessuna bandiera,che difende la propria onestà intellettuale, la sua sincera ricerca “senza paraocchi” della verità storica.
Dall’altra la “giovane di allora” che ha vissuto quei momenti critici, che ha avuto modo di respirare l’aria che a quel tempo la circondava, di conoscere (non importa se di prima mano o no!) le persone.
Quelle persone semplici, come noi, con i loro pregi e difetti, costretti alla violenza ed alla lotta, per permetterci di esprimere ancora (speriamo per molto tempo ancora!) “liberamente” la nostra opinione.
Dispiace che una persona colta, qual è il Prof. Calcaterra, si senta tanto offeso dalla critica dura e forse per alcuni versi, a suo parere, ingiusta di un’anziana, che ha interpretato anche lei come un’offesa i suoi scritti, riscontrando in essi la volontà (cosa che di certo il Prof. Calcaterra non ha mai voluto!) di negare i valori in cui lei da ragazza ha imparato a credere e per cui ha visto gente morire.
Solo i fatti “sono” storia. A questa conclusione giunse anche il Manzoni ripudiando la sua opera più grande ed un fatto è che Acciaio, brigante od eroe che sia stato, morì per i suoi ideali e per la nostra Libertà e Democrazia.
Oggigiorno la critica non piace! L’esempio ci viene molto dall’alto.
Alla stessa maniera, mettere in dubbio con un giudizio sferzante, i racconti di centinaia di cittadini onesti che hanno riportato, in un “voluminoso quanto confuso libro”, a suo dire, i loro ricordi personali di quei momenti terribili, come può essere “catalogato” per un cittadino normale che legge, offendendo anche chi contribuì alla sua stesura. Qualcuno era professore colto come lei.
Abbiamo imparato a non apprezzare le opinioni diverse dalle nostre, a reagire con violenza a chi ci attacca, a rifiutare a priori l’idea che forse in ciò che dice l’altro c’è una piccola parte di verità, da cogliere e da farne tesoro.
Dobbiamo ricordare le parole di Voltaire “non condivido ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”.
La “giovinetta” Nunzia insieme a tutti coloro che ci hanno regalato la libertà fanno parte di quegli avvenimenti che hanno scritto la nostra Storia.

L’A.N.P.I. di Tolentino